venerdì 4 maggio 2007

"Centinaia di chilometri con un pieno d'idrogeno" by Beppe Grillo

L'idrogeno è un'energia già disponibile
Ma è "pulita" se non si produce col petrolio
Non si vuole investire in fonti rinnovabili
Troppi interessi economici e politici in gioco
“Il futuro dell’energia? Ma se in Italia c’è ancora chi vuole il carbone. L’Enel ha
comprato una miniera in Romania e pensa che sia un buon investimento. Se il futuro è
questo vuol dire che iscriverò mio figlio a un corso per spazzacamino”. Ironizza, ma
poco, Beppe Grillo. Quando si parla di inquinamento ed energie alternative il comico
genovese diventa subito serio. E si arrabbia: “E’ a idrogeno che dovrebbero andare le
auto. Io ne ho avuta una a celle combustibili nel ’96, ho fatto 17.000 chilometri
senza nessun problema. Basta cambiare il serbatoio e le guarnizioni per evitare che
l’idrogeno voli via”.
Sì, ma poi dove si fa rifornimento?
Con l’elettrolisi si può produrre l’idrogeno per far andare la macchina. Ma bisogna
comunque sviluppare una vera industria, con distributori e colonnine dalle quali esce
l’idrogeno, come quelli della benzina. E come con il petrolio si possono costruire
delle condutture per portare l’idrogeno dove serve. In Germania ci sono gli
idrogenodotti da ottant’anni e non c’è mai stato un incidente.
E chi dovrebbe produrre l’idrogeno?
Alcune compagnie petrolifere come la Shell e la British Petroil già lo fanno,
ma bruciando petrolio. E allora non si migliora l’ambiente e l’effetto serra rimane.
L’idrogeno è davvero pulito se si fa col metano o altri fonti energetiche, altrimenti
si sposta solo il problema: le auto non emettono sostanze nocive ma a quello ci
penserebbero le fabbriche.
Negli Stati Uniti il governo finanzierà la General Motors per produrre motori a
idrogeno, ma si prevede che le auto ecologiche saranno in giro fra cinquant’anni.
Nel frattempo continueremo a morire asfissiati?
Bush è uno che vuole solo rinviare il problema. La cella a combustibile l’ha
inventata nel 1870 un parroco tedesco. In realtà siamo tutti ostaggi di grossi
interessi politici ed economici, innanzitutto delle compagnie petrolifere che
vogliono continuare a utilizzare la benzina. E poi ci sono i motori ibridi che vanno
a diesel e a energia elettrica ed inquinano pochissimo. La Toyota ne ha fatta una e
la Renault nell’85 ha creato un’auto che fa 100 chilometri con un litro di benzina.
Lo sa che fine ha fatto? E’ a Parigi, dentro un museo.
Quindi nessuna speranza? Continueremo a bruciare petrolio finché ce ne sarà sulla
Terra?
No, non credo. Alcuni hanno capito che bisogna cambiare. Le auto che ci sono in giro
sono tutte uguali, cambiano gli accessori. Le case automobilistiche si specializzano
in quelle che chiamano “nicchie” di mercato, ma in sostanza fanno tutti la stessa
cosa. Il primo che venderà macchine che consumano pochissimo farà le scarpe a tutti.
E poi c’è chi sta facendo una vera rivoluzione, liberalizzando davvero l’energia.
In Italia ci sono tanti piccoli comuni i che hanno comprato i fili elettrici e si
distribuiscono e producono l’elettricità per i fatti loro. Col vento, col sole o con
la terra: energia eolica, solare e geotermica. Questo è il futuro, altro che carbone...

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